UN MESTIERE INGRATO

Il mestiere del fotografo sportivo è un pò come il ruolo del portiere in una squadra di calcio. Nessuno fa caso a quello che fai fino a che non combini una papera. Aggiungiamoci un pizzico di spietato social network e titoloni delle testate web a caccia del click facile ed ecco che la frittata è servita.

Questo è quanto più o meno accaduto a Andrew Mills durante una partita della NFL settimana scorsa.

Durante la fine del primo quarto il giocatore dei Giants riesce ad andare in touchdown con una presa ai limiti della fisica e il nostro malaugurato Mills viene immortalato da un altro dei numerosi fotografi presenti con lo scatto che vedete in questa pagina. Twitter fa il resto.

In effetti da quella inquadratura può sembrare che stia lì imbambolato a guardare l'azione, ma in realtà ha scattato anche lui e uno scatto a fuoco gli è anche venuto ma era troppo lungo ed è venuto fuori uno scatto un pò "zoppo"

A questo link lui stesso spiega egregiamente il dietro le quinte di quanto accaduto:

Dal punto di vista di Mills -

 

Nella fotografia sportiva la regola principale è quella di intuire cosa accadrà a breve per poter anticipare il da farsi. Lui semplicemente si è trovato in una posizione di campo non favorevole (nel suo racconto spiega anche il motivo per il quale era in quella strana zona, e qui si apre il discorso della necessità di spedire le foto in tempo reale, ma questo probabilmente sarà tema di un altro post) e data l'imprevedibilità e velocità dell'azione ha sostituito il tele da 500mm con cui stava scattando (per la cronaca buttare in terra quel "coso" che tiene in braccio costa come la vostra automobile) con la fotocamera con la lunghezza focale che solitamente si usa per quel tipo di scatto (il medio tele 70-200mm) mentre in quella occasione era talmente vicino da dover usare un grandangolo che si vede installato sulla sua fotocamera a tracolla. Però con i SE e con i MA tutti siamo campioni del mondo.
Lui era lì e doveva pensare a tutto ciò in nemmeno un secondo.

Deve essere stato terribile subire quell'ondata di insulti da gente frustrata che probabilmente crede che lui sia lì solo a guardarsi le partite da bordo campo.

La sua reazione è stata esemplare e le parole con cui chiude il suo post sono una gioia per chi come me capisce quanto dura sia stare dalla parte giusta della rete.


"Would I like to have been in a different spot?" You bet.

"Is it tough being ‘that guy?" It sure is.

"But you know what? Despite what Twitter thinks,still have the best job in the world."


Game, Set, Match per Mills ;)